Ricorsi storici
22 AGO 20

Massimo d’Alema è stato “archiviato”. Più volte viaggiava, ma.. nonsapeva. Le alte e delicate cariche svolte non gli sono state “utili” edistruttive. E pure, presiedendo il Copasir, qualche nozione di “intelligence”dovrebbe averla imparata. Invece, nella “levitas animi” ricorda Luciano Violante, processato per falso ideologico per la vicenda “Sogno” e assolto dal Giudice di Venezia: “Non può disconoscersi che sussista, nella specie, una attestazione non vera dei fatti posti dal magistrato (Violante) qualepresupposto giuridico dell’adottato provvedimento di perquisizionedomiciliare”.A tal fine, ricordò il Giudice di Venezia che il caso Sogno trattato daViolante era complesso e di rilievo nazionale “dagli sviluppiimprevedibili”; che Violante “nella vana ricerca della lettera” erarimasto “vittima di eccesso di zelo…pervenendo al convincimento, sia purerroneo, della esistenza di una situazione identica a quella cheattestava…E quindi difettava la coscienza e la volontà di immutare ilvero e che vi era il convincimento del contrario”. Fuor di giuridichese,nella sostanza il giudice istruttore di Venezia ci disse: è senz’altrovero che Violante ha ordinato la perquisizione della casa di Sognomotivandola con false affermazioni e sulla base di fatti inesistenti,tuttavia va assolto perché era stato vittima di un eccesso di zelogiudiziario; un eccesso di zelo che lo aveva portato, in contrasto con ladocumentazione di cui disponeva, ad autoconvincersi che il falso non fossefalso, ma che, al contrario, il falso fosse vero.Forse anche D’Alema credeva di avere effettivamente pagato il biglietto.